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Teatro in lutto, è morto Antonio Tassinari

antonio tassinari a sassari

Chi non si ricorda Antonio quando nel personaggio di Sancho Panza è intervenuto nel vecchio mercato civico di Sassari, durante una delle prime edizioni di Girovagando e negli spettacoli del Teatro Nucleo in Piazza Italia. Ci ha lasciato ieri - un grande vuoto. Ciao Antonio…..

Si è spento all’età di 55 anni Antonio Tassinari. Una grave malattia non gli ha lasciato scampo. Tassinari è stato un punto di riferimento per il mondo culturale e teatrale ferrarese negli ultimi vent’anni.

Nato a Firenze nel 1958, Tassinari sin da giovanissimo inizia i suoi studi di teatro, immerso nel movimento sociale, culturale e creativo fiorentino dei primi anni settanta. Nel 1975 entra a far parte del Collettivo Cavallo Pazzo, gruppo di base fiorentino, con cui presenta spettacoli nei circuiti alternativi toscani.

Lasciato il Collettivo, nel ’77 fonda, con altri giovanissimi artisti, il Teatro Garabombo, una comune teatrale che crea la sua base in una grande casa nelle campagne del Chianti. Nei due anni di esistenza del gruppo conduce una intensa attività creativa e di condivisione comunitaria che rimane alla base della sua formazione etica e artistica.

 

È all’inizio degli anni ’90 che avviene l’incontro che segnerà il resto della carriera artistica e della vita personale di Tassinari. Nel 1981 partecipa ad un seminario intensivo diretto da Cora Herrendorf (che diventerà la sua inseparabile compagna di vita) e Horacio Czertok (attori e registi esuli dalla dittatura militare in Argentina arrivati a Ferrara per fondare il Teatro Nucleo esuli dalla dittatura militare in Argentina). Nella primavera dell’anno dopo entra a far parte del gruppo e si trasferisce a Ferrara.

Da allora partecipa come attore ad una ventina di produzioni, proseguendo la propria formazione sotto la guida dei maestri argentini. Studia il metodo Stanislavskji-Actor’s Studio, tecniche e linguaggio del Teatro per gli Spazi Aperti e pratica la metodologia didattica propria del Teatro Nucleo.

Negli anni Novanta partecipa fra l’altro, in qualità di maestro, alle molte attività che il gruppo è chiamato a svolgere presso comunità per ex tossicodipendenti.

Dal ’98 al 2005 è docente presso il Centro Teatro Universitario dell’Università di Ferrara. Successivamente diventa maestro dei giovani allievi del Teatro Nucleo; docente presso Zona Creativa, la Scuola Teatrale per le giovani generazioni del Teatro Nucleo; conduce svariati seminari ed esperienze teatrali nelle Scuole.

Continua la sua attività di attore e nel 2003 firma la sua prima regia, dirigendo lo spettacolo Polemos – Guerre di noi, una produzione del Centro Teatro Universitario di Ferrara, a cui segue quella di Giulietta & Romeo,risultato del primo triennio di Zona Creativa.

Dal 2006 è responsabile nel Teatro Julio Cortázar del Gruppo Teatro Comunitario di Pontelagoscuroe cura la regia degli spettacoli Il Paese che non c’è, Gran Cinema Astra , Liberazione e “La Patria Nuova”, interpretati da una sessantina di cittadini-attori di tutte le età, abitanti del paese.

Nel 2010 è tra i soci fondatori ed eletto presidente della Associazione di Promozione Sociale Teatro e Comunità. Nel 2012 fonda e dirige il “Gruppo di teatro comunitario Tanos de Argentina” (Mar del Plata-Buenos Aires-Argentina) con i quali ha montato lo spettacolo “Memorie Migranti”, interpretato da 20 cittadini-attori-discendenti d’italiani, in collaborazione con la Consulta di Emiliano Romagnoli della Regione Emilia Romagna.

(fonte estense.com)

In più di vent'anni di attività il theatre en vol ha sempre avuto la strada come luogo naturale di ricerca e rappresentazione. La trasformazione dello spazio pubblico in un luogo extra quotidiano dove lo spettatore/cittadino viene coinvolto, mira a smuovere il passante distratto riportandolo a una dimensione dimenticata dove la strada torna ad essere un luogo di azione, incontro e confronto.

In more than twenty years of activity theatre en vol has always focused on the street as its natural context of research and representation. The transformation of the public space into an extra daily place, involving the spectator / citizen, aims at enabling  the distracted passerby to retrieve the forgotten dimension of the public space, of the street, by rediscovering its significance as a place of action, encounter and confrontation.

Artisti in scena

Puccio Savioli

La ricerca plastica di Puccio Savioli parte da materiale di recupero; possedendo un suo vissuto, una sua storiam una sua travaglaita identità, ogni vecchio pezzoo di ferro contribuisce, nell'assemblaggio finale, a dare alla macchina-scultura una dimensione che riteniamo vada oltre l'esperienza propria ad ogni nuova creazione. Leggi

 

 

 

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