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Laboratoti centri salute mentale

LABORATORIO TEATRALE

La proposta

Il laboratorio è rivolto ai Centri di Salute Mentale e vuole coinvolgere sia gli utenti che gli operatori.

La proposta è quella di un lavoro integrato, dove gli operatori si mettono in gioco insieme agli utenti; si vogliono così stimolare nuove dinamiche di rapporto fra educatori e pazienti.

Inoltre essendo il soggetto proponente esperto di discipline teatrali e non un terapista, si ritiene necessaria la presenza degli operatori in quanto consapevoli delle patologie di ciascun utente, quindi in grado di consigliare e affiancare gli operatori teatrali partecipando attivamente al lavoro.

 

Il lavoro

Partendo dal presupposto che noi esprimiamo ciò che siamo e ciò che sentiamo attraverso il nostro corpo, prima ancora che con la voce, il lavoro sarà improntato sulla disciplina fisica; ogni esercizio sarà proposto sotto forma di gioco, che verrà costruito tenendo conto degli obiettivi che si pone lo stesso esercizio formulato in base alle problematiche e capacità di ciascun elemento che compone il gruppo.

Il territorio di sperimentazione sarà il lavoro di gruppo.

Tenendo presente la capacità del gruppo di calarsi in situazioni immaginarie e di rendere queste credibili attraverso azioni fisiche e verbalizzazioni coerenti al contesto creato, con training fisici e sensoriali si cerca di convogliare l’energia del singolo in energia comune, arginando o esaltando quegli elementi che tendono ad uscire fuori dal coro.

La direzione del lavoro dipende dalla tendenza del gruppo e dalla considerazione, di volta in volta, del fattore caratteriale di ciascun elemento.

Valutando le proposte elaborate si procederà alla realizzazione di una o più strutture sotto forma di “Esperimento Teatrale”, stimolando il contatto, l’ascolto, la complicità e la collaborazione tra i partecipanti per il raggiungimento dell’obiettivo.

 

Il lavoro sarà articolato in 4 fasi:

 

FASE 1 orientamento

Corpo: forma, peso, equilibrio, disequilibrio, energia statica, energia dinamica.

Spazio:

piano verticale, livelli di attenzione e concentrazione. Azione e reazione. Movimento e stasi.

Piano orizzontale, abbandono del peso a terra, rilassamento.

 

Fase 2 contatto

contatto visivo: guardare, vedere, osservare. Creare un contatto attraverso lo sguardo con lo spazio circostante e con le persone presenti.

Contatto fisico: sperimentazione sul contatto fisico.

 

In queste due fasi si lavorerà col supporto di suggestioni musicali, paesaggi sonori e percorsi sensoriali guidati. Gli obiettivi sono quelli di far prendere confidenza col proprio corpo e la propria fisicità per poi sperimentare una fisicità diversa dalla propria in base ad uno stimolo immaginario.

Il gioco della trasformazione: dalla persona al personaggio attraverso il gioco della trasformazione fisica.

 

Fase 3 fiducia

percezione di se stessi alla scoperta del  mondo interiore;

percezione dell'altro o degli altri  alla scoperta del mondo esterno.

In questa fase si lavorerà con l'ausilio di immagini, quadri celebri, foto, poster, etc.,

si farà un lavoro di analisi e lettura col fine di costruire dei quadri viventi.

 

fase 4 immaginazione e teatralità

progettazione e realizzazione di una storia.

Cercando di mettere insieme tutti gli elementi lavorati nel percorso si cercherà di stimolare gli utenti a collaborare alla stesura e messa in scena di una storia inventata da loro.

 

Pianificazione del lavoro

 

Il lavoro verrà pianificato e modulato in base ai tempi scelti dal committente.

 

Proposta 1:

 

Obiettivi: impostazione degli elementi base dell'espressione corporea, ovverosia orientamento e contatto. Lavoro sulle dinamiche di gruppo.

 

Durata laboratorio: 1 mese (da concordare col committente)

Frequenza: 1 volta alla settimana (individuare il giorno col committente)

Durata incontro settimanale: 2 ore (di cui 30 minuti di riunione con gli operatori e 1 ora e trenta minuti di lavoro pratico col gruppo integrato)

Numero incontri: 4

Operatori teatrali:2

 

Proposta 2

 

Obiettivi: impostazione degli elementi base dell'espressione corporea, ovverosia orientamento e contatto. Lavoro sulle dinamiche di gruppo. Impostazione dei rapporti di fiducia all'interno del gruppo. Primi esperimenti creativi.

 

Durata laboratorio: 3 mesi (da concordare col committente)

Frequenza: 1 volta alla settimana (individuare il giorno col committente)

Durata incontro settimanale: 2 ore (di cui 30 minuti di riunione con gli operatori e 1 ora e trenta minuti di lavoro pratico col gruppo integrato)

Numero incontri: 12

Operatori teatrali:2

 

Proposta 3

 

Obiettivi: impostazione degli elementi base dell'espressione corporea, ovverosia orientamento e contatto. Lavoro sulle dinamiche di gruppo. Impostazione dei rapporti di fiducia all'interno del gruppo. Primi esperimenti creativi. Stimolo dell'immaginazione e trasformazione di un idea in messa in scena.

 

Durata laboratorio: 6 mesi (da concordare col committente)

Frequenza: 1 volta alla settimana (individuare il giorno col committente)

Durata incontro settimanale: 2 ore (di cui 30 minuti di riunione con gli operatori e 1 ora e trenta minuti di lavoro pratico col gruppo integrato)

Numero incontri: 24

Operatori teatrali:2

 

Chi siamo

 

Theatre en vol

In più di vent'anni di attività il theatre en vol ha sempre avuto la strada come luogo naturale di ricerca e rappresentazione. La trasformazione dello spazio pubblico in un luogo extra quotidiano dove lo spettatore/cittadino viene coinvolto, mira a smuovere il passante distratto riportandolo a una dimensione dimenticata dove la strada torna ad essere un luogo di azione, incontro e confronto.

Negli ultimi quattro anni il theatre en vol ha intrapreso un nuovo viaggio in un mondo sconosciuto fino ad allora: la disabilità fisica e mentale. La collaborazione con l'Associazione Ge.Na., attraverso un laboratorio teatrale, ha dato vita ad un percorso di conoscenza e crescita che si vuole restituire e condividere con altre realtà.

 

Collaboriamo con

Opera Gesù Nazareno - Associazione Gesù Nazareno

L'Opera Gesù Nazareno nasce a Sassari nel 1955 e da cinquant'anni la mission dell'organismo è quella di erogare prestazioni riabilitative sanitarie e socio-sanitarie dirette al recupero funzionale e sociale
di soggetti affetti da disabilità psichica. Ancora oggi l'Opera fa tesoro
del carisma originario della fondatrice e nel rispetto di una moderna visione della riabilitazione e dell'accoglienza, ricerca continuamente nuove metodologie e strategie per garantire ad ogni ospite un intervento globale che include aspetti fisici, psichici, sociali e spirituali, con impronta a carattere particolarmente umanizzante, qualità di trattamento e rispetto dei diritti della persona.

 

Un incontro importante

 

L’incontro tra il theatre en vol e i ragazzi e gli operatori del laboratorio teatrale Ge.Na.   ha cambiato le prospettive di tutti i soggetti coinvolti. Un nuovo approccio ha permesso di sperimentare un modo di fare teatro concentrato a far emergere il talento dei soggetti diversamente abili, mettendo in luce le “imperfezioni” come punto di forza anzichè di debolezza. Un teatro che parte dalle emozioni che possono essere espresse non solo attraverso la parola ma anche e soprattutto attraverso il linguaggio del movimento corporeo. In questi intensi anni di lavoro si è abbandonato spesso il palcoscenico per tuffarsi dentro l’arte figurativa dei capolavori di Van Gogh, Chagall, Duda Gracz, Turner, ci si è abbandonati alle soavi note di Mussorgsky e ai suoi “Quadri da un’esposizione”, si sono sperimentati nuovi modi di comunicare e cooperare scoprendo capacità spesso ignote e inespresse. E’ stato un viaggio verso una meta sconosciuta che ha messo in discussione i ruoli, ha fatto riflettere, discutere animatamente e dubitare di tutto il lavoro fatto. E non a caso il filo conduttore del laboratorio è stato sintetizzato in queste parole “il viaggio nel mare verso il sogno della libertà”. Una libertà che i nostri attori hanno potuto vivere nell’intero corso del progetto grazie ad un magistrale metodo di lavoro basato sull’ascolto, il rispetto e la valorizzazione delle persone coinvolte.

 

La filosofia

 

“In educazione non è importante guadagnare tempo, bensì   perderne,  PERDERE DEL TEMPO, perchè quando non si ha fretta di istruire non si ha neppure fretta di esigere”.

Jean-Jacques Rousseau.

 

Ci piace riprendere queste parole e sentirle un po’ nostre, poiché riteniamo fondamentale perdere del tempo per soffermarci a dedicare tutte le attenzioni necessarie ai veri protagonisti di questo progetto, i nostri attori.

In questi anni non abbiamo cercato di guadagnare tempo per confezionare lo Spettacolo con la “S” maiuscola, ma siamo stati troppo impegnati a perdere del tempo.

E’ vero, certo,  il fare teatro implica la presenza di spettatori e di un luogo in cui si rappresenta uno spettacolo; ma noi ci occupiamo di teatro a scopo terapeutico e ciò che ci interessa maggiormente non è il risultato finale inteso come “rappresentazione”  ma gli effetti del nostro lavoro su ogni singola persona coinvolta.

Perciò crediamo che nel nostro percorso ciò che maggiormente conta non è l’arrivo ma… il significato di ogni singolo, piccolissimo passo in avanti.

                                                                                            

Il percorso

 

In un percorso di integrazione, quando si lavora con soggetti “deboli”, ai margini della società, nell’aiutarli a compiere un processo terapeutico e educativo, si giunge a un punto in cui si è costretti a riconoscere che l’integrazione è un processo bilaterale.

 

Non ci si può integrare in una società che ci rifiuta, che non è disposta a cambiare per noi, o che non siamo ammessi a cambiare. L’integrazione è una scelta condivisa di apertura, e non un adeguamento a regole, oppure è solo la storia di un insuccesso annunciato, in cui il lavoro più duro è lasciato alla parte  debole.

Partendo da questa constatazione, nel percorso ormai pluriennale del laboratorio, alcuni operatori della Ge.Na. hanno deciso di alzare invece il tiro del loro lavoro, in due sensi. In primo luogo, scegliendo di lavorare in scena insieme agli ospiti della struttura; in secondo luogo, non rifiutando la ricerca di una qualità comunicativa universale che vada oltre l’uso del teatro  come semplice esercizio psicomotorio.

Per far fronte a questo secondo aspetto hanno deciso di collaborare con la Compagnia theatre en vol, da sempre attenta al sociale e abituata al lavoro in contesti limite.

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